INTERVISTA A PAOLO CARRIERE, ARTISTA E MURALISTA DI GROTTAGLIE

INTERVISTA A PAOLO CARRIERE, ARTISTA E MURALISTA DI GROTTAGLIE

Paolo Carriere all'opera con alcuni dei suoi murales
Paolo Carriere all’opera con alcuni dei suoi murales a Grottaglie
Sono tornata di recente a Grottaglie e ho apprezzato tanto il rinnovamento cui è andata incontro, il modo in cui l’arte ha permesso alla città di tendere una mano al presente, il modo in cui il colore le ha dato vita.
E’ merito delle sue rinomate e variopinte ceramiche, ma è sicuramente anche merito suo, del muralista – e non solo – Paolo Carriere.
I suoi murales, in gran parte dedicati ai cartoni animati e soprattutto a quelli degli anni ’90, spuntano a sorpresa in diversi angoli della città di Grottaglie, donandole luce e allegria. Così, passeggiando per il paese, tutti possono tornare un po’ bambini.
È stato molto interessante approfondirne la personalità con questa piccola intervista: è un artista a 360°.
Alla sua Grottaglie  Carriere è rimasto fedele, contando sull’arte per far sentire la propria voce molto lontano.

1. Quando hai fatto il tuo primo murale? E il primo a tema cartoon?

Il primo murale è stato al campo sportivo nel 1997, rappresentava Gigi la trottola.
Poi ho fatto un mio ritratto col naso da pagliaccio al palazzetto “vecchio”. È un luogo dal panorama mozzafiato, era il mio posto del cuore.
A seguire c’è stato quello con Lupin e i suoi personaggi, forse il più conosciuto, sulla via dei giochi.
Erano gli anni ’90.
Uno dei primi murales di Carriere e una delle sue ultime opere
Uno dei primi murales di Paolo Carriere e una delle sue ultime opere

2. Come funziona, chi individua lo spazio in cui trovano posto le tue creazioni?

L’idea, il progetto e le spese sono tutte opera mia, senza sponsor o appoggio da parte di nessuno.
Vado a suonare al campanello come si faceva una volta e chiedo: “Potrei fare un disegno?”.
Si decide insieme. Se piace a entrambi è magia, come magia è riuscire a fare sorridere un’intera famiglia. E da lì riuscire a coinvolgere tutti trasversalmente, attraverso icone mitiche della nostra infanzia.

3. Su quale opera stai lavorando? Su quale ti piacerebbe lavorare?

Adesso sto imparando a suonare la chitarra, poi il basso.
Vorrei scrivere un altro libro, talmente bello da vincere l’Oscar. Vivo in provincia – a Grottaglie – e vorrei riuscire a gridare talmente forte da far arrivare ovunque la mia eco.
Conosco le mode artistiche e le tendenze sui social, e di questi ne faccio un mezzo, perché la vetta è in noi, nella gente, nella realtà.
Sogno un’arte talmente geniale da arrivare forte anche al più incolto.
Ho centinaia di poesie e come al solito devo vedermela sempre da solo, ripartire da zero, anche per imparare a suonare e scrivere canzoni.
Dipingere ne ho voglia tanto, non lo faccio perché adesso mi diverto con lo yoga. Dipingo l’anima.

4. Ti piace viaggiare?

Viaggio poco, perché vorrei viaggiare sempre. Vorrei un camper, per partire da maggio a ottobre, e cominciare con l’Europa.
Dedico la mia vita a creare, a canalizzare positivamente tutte le energie, che sono molte. Tenerle armoniche, unite, richiede tanta forza. Questa forza però mi permette di viaggiare con la fantasia e scovare posti bellissimi dentro di noi.

5. Qual è l’opera che hai più nel cuore o quale il personaggio preferito tra quelli da te disegnati?

Non ho un’opera preferita, perché le mie cose sono le note più alte che posseggo. Alcune sembrano banali, perché sono troppo geniali, ma non cerco consenso, non più. Cerco l’arte.

6. Un’ultima curiosità… Calciatore sul profilo Instagram??

Sono stato calciatore, la cosa che so fare meglio. Ho conosciuto più gente in un contrasto che in mille parole.
La palla mi diverte; diciamo che come etica calcistica mi riconosco in Maradona. La palla è mia amica.

Grazie per averci raccontato un po’ di te, e di averlo fatto con poesia.

 

A Paolo Carriere mandiamo un grosso in bocca al lupo per lo sviluppo dei suoi poliedrici interessi e per la realizzazione dei suoi fantastici sogni.



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